Il Pompino della Notte

Era l’una di notte quando Giulia, la ventenne troia del quartiere, bussò alla porta di Luca. Aveva i capelli spettinati, il rossetto già sbavato e una minigonna che copriva a malapena il culo sodo. “Ho bisogno di cazzo in bocca, ora” disse senza saluti, entrando come un uragano.

Luca chiuse la porta e lei si inginocchiò subito sul pavimento freddo del salotto. “Tira fuori quel cazzone, stronzo” ordinò, leccandosi le labbra. Lui abbassò i pantaloni e il cazzo già duro le sbatté quasi in faccia. Giulia sorrise da porca, lo afferrò alla base e iniziò con leccate lente dal basso verso l’alto, lingua che girava intorno al glande gonfio, succhiando la cappella come una caramella.

“Bravo, succhialo tutto, troietta” grugnì Luca, prendendola per i capelli. Lei aprì la bocca al massimo e se lo infilò in gola piano piano, centimetro dopo centimetro, fino a far sparire metà asta. Saliva iniziò a colare subito, fili densi che le bagnavano il mento e gocciolavano sulle tette sode che uscivano dalla scollatura.

Luca spinse i fianchi: deepthroat brutale. Lei gorgogliava, “glug glug”, occhi lucidi di lacrime, mascara che colava, ma non si fermava. Lo prendeva fino alle palle, naso schiacciato contro il pube, gola che si contraeva intorno al cazzo come una figa stretta. “Cazzo sì, soffocati col mio uccello, puttana” le diceva lui, scopandole la bocca a ritmo sempre più veloce.

Giulia si aiutava con le mani: una sulle palle, massaggiandole piano, l’altra che pompava la base mentre la gola lavorava il resto. Saliva ovunque, schizzi che bagnavano il pavimento, pettorine lucide. Ogni tanto si fermava per respirare, tirava fuori il cazzo bagnato, lo sbatteva sulle guance e sulla lingua aperta: “Dammene ancora, riempimi la bocca”.

Luca non resisteva più. “Sto per sborrare, troia… ingoia tutto!” Lei accelerò, pompino furioso, gola che pulsava. Lui esplose: fiotti caldi e densi sparati dritti in fondo alla gola. Giulia ingoiò avida, gorgogliando mentre la sborra le riempiva la bocca, qualche goccia che le sfuggiva dagli angoli delle labbra. Continuò a succhiare piano, cleanup goloso, leccando ogni traccia dal cazzo ancora pulsante, dal glande sensibile fino alle palle.

Quando finì, si pulì la bocca col dorso della mano, sorrise con gli occhi da porca soddisfatta: “Grazie per la cena, stronzo. Domani torno per il bis”.

Luca ansimava, cazzo ancora mezzo duro. “Porta le amiche la prossima volta”.

48   3 mesi fa
aloha | 0 subscribers
48   3 mesi fa
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